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“Rwanda” su Nocturno.it

“Rwanda” su Nocturno.it

Nocturno.it uno dei più importanti magazine dedicati al mondo del cinema, dedica tra le pagine virtuali del suo sito un bellissimo articolo a cura di Samuele Maccolini. Samuele è venuto a trovarci sul set durante le riprese del nostro lungometraggio, ha respirato il dietro le quinte di un film nato da un inarrestabile entusiasmo collettivo. Di seguito le sue parole… forse tra le più vere (e belle) che siano mai state scritte su questo progetto. Vi invitiamo a leggere tutto l’articolo sul sito Nocturno.it attraverso il pulsante che trovate in fondo alla pagina.

 


 

La location era stata tenuta nascosta al pubblico per evitare visite indesiderate. L’unica informazione ufficiale era che nel mese di agosto, da qualche parte nell’indefinito spazio che corre tra Forlì e il suo circondario, si sarebbero tenute le riprese del lungometraggio Rwanda – Il film. Nato da un’idea degli attori Marco Cortesi e Mara Moschini – tra i più apprezzati autori e interpreti della nuova generazione di Teatro Civile -, il docu-film prende spunto dall’ultima tournée che la coppia ha portato in giro per l’Italia. Teatro Civile vuol dire raccontare nel senso più edificante del termine: raccontare per informare, informare per pungolare il pensiero critico dello spettatore. Così, dopo aver affrontato i temi della pena di morte (L’Esecutore) e sciorinato le efferatezze delle guerre jugoslave (La Scelta), la coppia ha scelto di concentrarsi su una grave pagina nera della recente storia africana: il genocidio del Rwanda.

Un denso odore di nafta accompagna il tragitto dal parcheggio al luogo delle riprese. Sotto il cielo terso della notte di ferragosto, appartati dietro una collinetta ai margini di un laghetto di pescatori, gli attori e il personale si preparano a girare. È una scena semplice: Marco Cortesi gira in bicicletta per una strada disseminata di fuochi accesi, case diroccate e soldati hutu che passeggiano mitra alla mano. Tutt’attorno un ridente gruppo di ragazzi frascheggia e scherza nelle pause con l’attore che, in alcuni momenti di tensione, richiama al silenzio. In quello che effettivamente è un campo da softair si alternano varie scenografie, con due elementi che compaiono costantemente: barili di nafta, perennemente infuocati e gruppi di soldati dalla pelle nera, a decine sparsi a bivaccare, in attesa del momento della comparsa.

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