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Oltre il colore della pelle

Oltre il colore della pelle

«Una storia africana non interessa a nessuno» questo è il commento cinico e disilluso dell’amico regista alla notizia dell’inizio dei lavori di pre-produzione del nostro film “Rwanda”. Esamina il nostro sito, i documenti promozionali creati con infinita cura e attenzione… «Sì, beh certo… vi presentate molto bene, ma rimane il fatto che dell’Africa interessa a pochi o a nessuno! E a dirtelo è uno che di cinema ci capisce».

 

Tazzina di caffè alle labbra, il vecchio regista manda giù un sorso e poi lecca il cucchiaino. Io resto a guardarlo sentendomi montare dentro uno strano fuoco.

 

In altre occasione sarei semplicemente rimasto ad ascoltarlo forte delle mie certezze e convinzioni ripetendomi mentalmente la frase: “lascia che gli altri la pensino come vogliono”.

 

Ma questa volta è differente. Questa volta la cosa è personale, perché io in questo film ci credo davvero e l’amico in questione (lui si definisce “vecchio lupo di mare del cinema”) sta in ultima istanza affermando qualcosa di falso e totalmente sbagliato.

 

«E’ una storia che interessa a tanti!» rispondo io diretto. L’aria di sufficienza dell’altro si spegne di colpo.

 

«E’ una storia che va oltre il colore della pelle. Una storia di coraggio e fratellanza dove il Rwanda è solo un pretesto per parlare di qualcosa di più grande e universale: il rapporto con l’altro, con il diverso, con lo straniero e la nostra identità di essere umani».

 

La mia foga è tale che rimango senza fiato riducendo le mie ultime parole ad un sibilo strozzato.

 

Il lupo di mare rimane di stucco forse spiazzato dalla mia risposta così diretta e articolata, quasi fosse lo stralcio di una pagina di copione imparata a memoria. Io mi calmo, prendo un lungo respiro e continuo.

 

«E’ successo 21 anni in Rwanda e sta succedendo ancora nel mondo in oltre 30 paesi. E’ una storia che riguarda tutti, qualunque sia il colore della pelle… E’ per questo che a raccontarla saranno attori africani e italiani, neri e bianchi. Insieme»

 

Tutto sembra fermarsi per un istante.
Insieme – ecco la parola magica.

 

“Insieme”: soluzione e risposta alla domanda: «Come evitare che cose del genere accadano di nuovo?» “Insieme” è in sostanza la conclusione stessa del nostro film. “Insieme” è la strada, l’unica.

 

Si dice che l’entusiasmo sia contagioso ed io ci credo davvero.
L’amico regista mi guarda. Mi sorprende come il suo atteggiamento sia cambiato di colpo.
Il suo cinismo di prima era solo una copertura… una maschera.

 

Accenna un sorriso. Un sorriso buono, sincero, come quello di un bambino, e poi riprende a parlare.

 

«E allora fatelo davvero questo film! Mi sa che ne abbiamo davvero bisogno di storie come la vostra!»

 

Il mio sorriso arriva ora alle orecchie. Lo guardo negli occhi e rispondo: «Puoi scommetterci che lo facciamo!!! Puoi scommetterci!»

 

Benvenuto “Rwanda”!